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Sabato 8 Ottobre ore 20:30 - ITFF Italian Cult Award 2022 a Lando Buzzanca


Gerlando Buzzanca, che da sempre si fa chiamare solo Lando, nasce a Palermo, ma si

trasferisce molto presto a Roma per coronare il sogni di diventare attore. Dopo alcune

esperienze come comparsa, fra cui il kolossal MGM “Ben Hur” (1959) di William Wyler,

debutta ufficialmente nel 1961 con Pietro Germi, che lo sceglie per il ruolo di Rosario Mulè

in “Divorzio all’italiana” e successivamente per la grottesca figura di Antonio, il fratello

della protagonista, in “Sedotta e abbandonata”.

Anche se dotato di una camaleontica capacità mimetica, il ruolo a cui é rimasto più legato

e che più lo ha reso famoso al grande pubblico, è sicuramente quella del siciliano infoiato

con gli occhi sgranati e la mascella quadrata ne “Il vichingo venuto dal Sud” (1971) che

ebbe successo fin nelle Filippine e “Homo eroticus” entrambi del 1971.

Successivamente gira “Il gatto Mammone”; (1975), “San Pasquale Baylonne protettore

delle donne”; (1976), “Secondo Ponzio Pilato” (1988) regia di Luigi Magni, “Il popolo degli

uccelli” (1999), “Il segreto del giaguaro” (2000) e compare nel documentario “Come

inguaiammo il cinema italiano” regia di Daniele CiprÌ e Franco Maresco (2004).Di recente

è tornato sul grande schermo per girare “I Viceré” (2007) di Roberto Faenza.

Per il piccolo schermo ha recentemente girato la miniserie “Francesco e Chiara” sulla vita

del Santo patrono d’Italia e la fiction di grande successo “Il restauratore” diretta da Giorgio

Capitani. Sulla sua lunga carriera (oltre 100 film all’attivo) viene prodotto il documentario

“Lando Buzzanca. Uno, nessuno e centomila” con la regia di Claudio Bondì.


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